di Gianfranco Grieco
Il 10 ottobre 1982 papa Wojtyla canonizza Padre Maksymilian Kolbe (1894-1941), martire del campo di concentramento di Aschwitz. È l’epilogo della vicenda di un santo del nostro tempo, un uomo che ha raccolto su di sé le contraddizioni nel nostro secolo: l’azione per il progresso dell’umanità da un lato e il martirio dei campi di sterminio nazisti dall’altro. Fu uomo di preghiera e di azione: in lui i due momenti erano congiunti. Dalla preghiera infatti nascevano le sue iniziative pastorali e soprattutto le sue imprese organizzative che mettevano la tecnica moderna al servizio dell’opera di evangelizzazione. Instancabile propugnatore del culto mariano, Padre Kolbe fu editore e giornalista, costruttore di un convento e di un centro editoriale, la “Città dell’Immacolata”, ed infine missionario in Giappone.


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